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La prima campagna
luglio-agosto 2002
Dallo scavo alle interpretazioni storico topografiche (3/3)
L'accesso
dall'esterno a questo settore era garantito
da un'apertura sul muro settentrionale, che immetteva in un
ambiente pressoché quadrato. Questo poté forse funzionare
anche come ingresso alle terme, almeno fino a quando non fu
creata, in una fase successiva cronologicamente non definibile,
una seconda bocca del praefurnium che andava
direttamente a immettersi nell'hypocaustum del tepidarium.
Sempre da tale ambiente
era possibile accedere attraverso una porta a est, successivamente
chiusa da un muretto, a un largo e lungo corridoio. Sulla parete
meridionale di tale corridoio, che si può definire
come basilica thermarum,
erano due porte che permettevano di entrare nelle altre due
tipiche sale balneari, rispettivamente da est verso ovest frigidarium
e tepidarium. Di queste due sale si
sono messi in evidenza solo
parte dei muri perimetrali, o meglio quanto resta di essi,
senza per ora approfondire lo scavo al loro interno.
Caratteristica comune di
entrambe è l'abside sulla parete meridionale a cui tuttavia
corrisponde una quasi analoga curvatura del muro settentrionale.
Il frigidarium,
tuttavia, mostra
lateralmente all'apertura di accesso dal corridoio, due
nicchie rettilinee (con parete di fondo tuttavia leggermente
concava), che forse ospitavano in origine due vasche.
La
parete settentrionale del corridoio ha un'unica porta nel suo
settore più orientale, porta che
probabilmente immetteva in un'area scoperta. Potrebbero
confermare l'ipotesi la presenza di almeno cinque contraffortature
o paraste, che dovevano forse inquadrare
finestre, e soprattutto la galleria sotterranea (solo
intravvista) che corre lungo il lato sud e ovest della cosiddetta
area scoperta.
Allo
stato delle nostre conoscenze possiamo solo affermare che
l'edificio termale di Tyana
dovrebbe inserirsi a buona ragione nella tipologia delle
terme definite a
schema assiale, dove,
nel nostro caso, il percorso dal frigidarium al caldarium
terminava di fronte alla parete
articolata e magniloquente di
quest'ultimo. Il corridoio o basilica thermarum
doveva essere il vano di passaggio tra le sale tipicamente
balneari e lo spazio scoperto, forse con ogni probabilità una
palestra. Di questo tipo, diffuso nel mondo romano e in Anatolia,
un esempio della prima metà del II sec. d.C. molto convincente e
da confrontare con il
nostro è testimoniato a Dydima
presso Mileto. Per quanto riguarda le nicchie del frigidarium,
queste non sembrano molto attestate e l'unico confronto
praticabile (dove però le nicchie hanno la parete di fondo
semicircolare) è addirittura a Chieti (Teate Marrucinorum,
nell'Italia centrale).
Il
versante negativo dello scavo delle terme è stata tuttavia la
constatazione che gran parte del deposito stratigrafico era stato
profondamente intaccato, fino alle fondazioni, dall'intervento di
un mezzo meccanico (ruspa). Ciò avvenne, senza che sia rimasta
alcuna documentazione, al
tempo della scoperta delle resti murari in
concomitanza della costruzione del vicino edificio
scolastico (Sümer Ilkolkul) nei primi anni Settanta. Così è
difficile per ora riconoscere fasi e cronologie relative al
complesso balneare (a prescindere dalla citata apertura di
un'altra bocca del praefurnium
diretta al tepidarium), se non il riutilizzo
probabilmente tardo antico/alto medioevale dell'area dell'hypocaustum del caldarium a ridosso delle nicchie nella parete
occidentale (che furono aperte, forate e murate per utilizzarle come focolare o probabili angoli abitativi). Per
questo aspettiamo di
conoscere tutti i dati che ci verranno dallo scavo completo
dell'edificio per meglio definire e poter avanzare qualche
ragionamento anche sui materiali mobili ritrovati.
Guido
Rosada
Direttore
della Missione Archeologica
a
Tyana
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Fotografia
aerea dell'area delle terme

Tratto
murario delle terme

Veduta
delle terme

Modello
tridimensionale del complesso termale (elaborazione P. Kirschner)

Modello
tridimensionale del complesso termale (elaborazione P. Kirschner)
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