La ricognizione archeologica
luglio 2001 - (1/4)

Tyana si trova nella Cappadocia sud orientale, nei pressi della catena del Tauro che separa l'altopiano anatolico dalla fascia costiera affacciata sul Mediterraneo. La scelta del sito per l'insediamento fu favorita in particolare da due fattori. Il primo si deve riconoscere nella grande abbondanza di acqua che caratterizza tutto il comprensorio e che è testimoniata dalla vegetazione talora lussureggiante diffusa tutt'intorno Kemerhisar. Il secondo è dato dalla posizione topografica, su una direttrice naturale che univa l'altopiano interno al mare e alle strade per la Siria attraverso il passo delle cosiddette Porte Cilicie sul Tauro (STRABO, XII, 2, 7, C537). Un'area perciò di grande importanza logistica e questo spiega il fatto che qui si fronteggiarono a lungo Frigi e Assiri.

A Tyana nel luglio del 2001 è stato condotto un survey archeologico promosso dal Ce.Ve.S.C.O./Centro Veneto Studi e Ricerche sulle Civiltà Classiche e Orientali di Venezia (presidente prof. Gustavo Traversari, già dell'Università degli Studi di Venezia) e condotto da Topografia antica dell' Università degli Studi di Padova (prof. Guido Rosada, direttore della missione), con la fattiva collaborazione del prof. Asim Tanis, turcologo già dell'Università degli Studi di Venezia. L'iniziativa ha avuto il pieno appoggio, oltre che del Ministero della Cultura, anche delle Amministrazioni locali, come la Prefettura di Nigde, il Comune di Kemerhisar, altre Autorità insieme a Imprese produttive e Associazioni artigianali.
La missione italiana ha compreso, con i responsabili già citati, la dr.ssa Maria Teresa Lachin, specialista archeologa, i dr.ri Carlo Bressan, archeologo topografo, Paolo Kirschner, archeologo informatico, e segnatamente i prof. ri ing. Ermanno Finzi, geofisico, e Aldino Bondesan, geomorfologo.

Il survey, mirato a verificare la topografia complessiva del sito e a portare un ulteriore contributo interpretativo di esso in vista di uno scavo archeologico per saggi e in estensione, ha potuto validamente giovarsi del lavoro di D. BERGES, J.H. NOLLÉ, Tyana, I-II, Inschriften griechischer Städte aus Kleinasien, 55, Bonn 2000. L'opera infatti non si limita a una raccolta solamente epigrafica, ma fornisce un fondamentale studio su quanto si conosce oggi dell'antica Tyana per quanto riguarda sia le fonti e la storia, sia le strutture e i reperti archeologici. Da questo volume quindi siamo partiti per le nostre analisi preliminari che hanno compreso l'area propriamente urbana di Kemerhisar e il comprensorio circostante nel raggio di una decina di chilometri.
La ricognizione geomorfologica ha considerato il margine nord orientale dell'altopiano di Eregli-Bor (dove sorge Kemerhisar), un grande bacino intermontano esteso per circa 150 x 20/30 km a una quota intorno ai 1100 m s.l.m. L'intera area è contrassegnata da una morfologia di origine marcatamente fluviale ed è formata da una copertura alluvionale con spessore medio di alcune decine di metri. Risulta assente tuttavia un reticolo idrografico organizzato: la rete idrica è pertanto quasi interamente artificiale e fa capo alle sorgenti che affiorano numerose e ai pozzi. Non a caso anche in epoca romana l'approvvigionamento idrico di Tyana avveniva grazie al lungo acquedotto, in parte su arcate, che attingeva acqua dalla sorgente di Kösk presso Bahçeli. Questi dati, pur derivati da un esame del tutto preliminare, sembrano confermare una scelta insediativa antica strettamente legata, oltre alla qualità logistica del sito, alla possibilità di sfruttamento della risorsa idrica.




Fotografia aerea (2001) della città di Kemerhisar e dei suoi dintorni


Ingresso all'attuale città di Kemerhisar


Fotografia aerea (2001) della città di Kemerhisar



Vista dell'altopiano di Eregli-Bor presso Bahçeli

 

1/4 >