La ricognizione archeologica
luglio 2001 - (3/4)

Il secondo monumento ancora ben visibile è il già citato acquedotto che interessa il settore nord orientale della città. Esso costituisce una grande struttura mista, su arcate nel secondo tratto presso il centro urbano, in canale sotterraneo nel tratto iniziale tra la sorgente e l'odierno piccolo comune di Bahçeli. La sorgente si identifica con la grande piscina rettangolare di captazione (m 20 x 62 circa), delimitata da lastre modanate e posta alle pendici sud occidentali della collinetta detta Kösk Höyük (dove era un abitato preclassico). E' molto suggestivo pensare a questo sito (se non altro per il significato evocativo del toponimo Kösk="palazzo") per una possibile ubicazione, pur priva per ora di riscontri oggettivi, del santuario di Zeus Asbamaios. Il santuario sorgeva secondo le fonti (in particolare PHILOSTR., Vita Apolloni, I, 6; AMM. MARC., XXIII, 6,19) non distante da Tyana e nei pressi di un lago, le cui acque avrebbero avuto un potere magico: si sarebbero infatti attaccate alla pelle degli spergiuri che con esse si fossero bagnati. Nel punto di arrivo dell'acquedotto in città doveva infine trovarsi il castellum aquae, di cui per ora non si ha traccia: da questo si approvvigionavano probabilmente anche le terme che erano, come abbiamo ricordato, all'estremità meridionale dell'abitato, in una posizione che si può dire, più che decentrata, forse anche in relazione con la mansio poco lontana.
Nulla si può al momento dire in relazione agli elementi architettonici rinvenuti a circa 250 m a nord est delle terme (sono stati in realtà trovati in un'area non edificata presso l'isolato posto a occidente dello slargo indicato in Tyana 2000 (p. 132 ss.) come luogo della scoperta e dove sono ora depositati per terra). Essi rappresentano certamente la testimonianza di un importante architettura pubblica in ambito urbano, ma non ci sono dati sufficienti per meglio precisare la ricostruzione (parzialmente proposta invece in Tyana 2000, figg. 30-31) o la destinazione d'uso, civile o religiosa, dell'edificio a cui appartenevano. Non si può neppure escludere che le architravi e i fregi appartenessero alla piazza principale (agorá o forum) di Tyana. Questa tuttavia , con una ragione almeno più "topografica", potrebbe essere piuttosto ubicata presso la Etiler Ilkokul, lungo l'ipotizzato asse principale della città antica, da dove sembra provenire (purtroppo il tipo di documentazione relativa ai ritrovamenti, come spesso accade in questi casi, non consente alcuna sicurezza in proposito) consistente materiale lapideo, tra cui varie lastre con rilevi di Meduse e ghirlande, capitelli e architravi.
Il perimetro della cinta muraria è ragionevole riconoscerlo nella linea di scarpata (alta in media 5/6 m sulla pianura circostante) del rilievo sul quale sorge la città moderna (Strabone -XII, 2, 7, C537- dice che Tyana si trova presso "il colle di Semiramide dalle belle mura"). Tale linea è ancora ben visibile nel settore occidentale dell'höyük in una foto aerea del 1954, mentre ora l'espansione edilizia ha pressoché cancellato ogni segno dell'antica fisionomia di quell'area. In ogni caso i pochi lacerti murari superstiti sono rintracciabili con evidenza solo in due punti: il primo è nel tratto tra le terme pubbliche e lo Han, il secondo si trova poco a meridione del possibile castellum aquae.
Tenendo conto di questa verosimile proiezione ricostruttiva circa l'estensione e il perimetro delle mura e insieme della presenza di strutture pubbliche importanti, quali le terme, l'edificio civile/religioso o fors'anche l'area della piazza principale (ma non si dimentichino "Örenardi", lo Han osmanico e la Han Cami), tutte "sbilanciate" nella parte orientale della città, si potrebbe spiegare un tale prevalente disegno insediativo per il fatto che quel settore dell'abitato si veniva così a trovare più vicino all'acquedotto e all'opera di distribuzione idraulica. Questo stesso fatto, che dovette rappresentare, soprattutto nell'antichità, un motivo importante di preferenza nella scelta locazionale, spiegherebbe pure la continuità nella medesima area dell'insediamento postclassico, medioevale e anche moderno (almeno fino alla recente citata urbanizzanione verso occidente); non si deve tuttavia dimenticare che la viabilità principale tra Caesarea e le Porte Cilicie, nonché un incrocio alternativo per Iconium si trovavano proprio nella fascia territoriale a oriente di Tyana.





La piscina di captazione presso Bahçeli


L'insediamento protostorico presso Kösk Höyük


Un tratto delle arcate dell'acquedotto


Un tratto delle arcate dell'acquedotto




Frammenti dell'originaria cinta muraria della città di Tyana

 

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