La ricognizione archeologica
luglio 2001 - (2/4)

Nel corso del survey topografico di particolare interesse si sono rivelate le rovine, che inglobano molto materiale antico di spolio (rocchi di colonna, blocchi lapidei, un frammento di sarcofago), di un Han (caravanserraglio) osmanico situato appena all'esterno del probabile limite meridionale dell'antica cinta muraria cittadina. La posizione dello Han sembra riproporre quella, poco più distante, sempre a meridione, di alcune strutture murarie antiche evidenziate da recenti scavi clandestini in un sito chiamato suggestivamente "Örenardi" (cioè "dietro le rovine"). Queste, dotate di nicchie rettilinee e absidiole poste sulla stessa linea, potrebbero appartenere al settore balneare di una domus suburbana. Tuttavia la loro posizione e la vicinanza dello Han, che sembra continuare in epoca posteriore una precisa funzionalità di accoglienza e ricettività dell'area, fa sì che non si possa escludere che tali strutture siano forse addirittura attribuibili ai resti della mansio Tyana segnalata dagli itinerari antichi (ItAnt, 145,2, p. 20; ItBurd, 577,7, p. 93; TabPeut, IX, 2). In questo senso conta evidenziare che nell'area settentrionale della città vecchia (settore orientale dell'attuale abitato) si trova una moschea che sembra ricordare nel nome, Han Cami, una sua lontana ma specifica destinazione d'uso, quasi in corrispondenza opposta quindi con lo Han e l'ipotizzata mansio meridionali. Si avrebbe così, ai due capi settentrionale (dove convergevano le direttrici da Caesarea/Kayseri, Ancyra/Ankara e Iconium/Konya) e meridionale (dove arrivava la strada proveniente dalla catena del Tauro e dalle Porte Cilicie/Gülek Bogaz) di Tyana, il coerente posizionamento di due infrastrutture legate strettamente al sistema viario e all'importanza logistica che lo stesso sito rivestiva in quell'estremo settore della Cappadocia (cfr. R. P. HARPER, Podandus and the via Tauri, in "Anatolian Studies", XX, 1970, pp. 149-153; in generale D.H. FRENCH, The Roman Road-system of Asia Minor, in ANRW, II, Principat, VII,2, Berlin, New York 1980, pp. 698-729).
Ancora a proposito dell'impianto stradale, c'è da dire che poco più a nord dello Han osmanico, all'interno della cinta, si trova l'edificio delle terme pubbliche romane: ora l'ubicazione di questo, lungo la linea che unisce lo stesso Han e la Han Cami, sembrerebbe in realtà indicare la possibile principale direttrice urbana dell'antico centro, pressoché parallela (spostata solo di una cinquantina di metri verso oriente) a quella attuale di recente stesura (post 1954), la Bor-Adana yolu (che tuttavia ricalca per buona parte una precedente direttrice urbana). Tale asse potrebbe dunque testimoniare l'orientamento prevalente dell'impianto urbano di Tyana, in gran parte ricalcato, in continuità di vita fino a oggi, da quelli successivi.
Delle terme ora si può rilevare solo un ampio spazio rettangolare (m 18 x 7 circa) provvisto sul lato lungo occidentale di un'abside semicircolare affiancata da due altre rettilinee: sui lati brevi si trovano poi due ambienti tutti aperti su quello maggiore, così da costituirne una espansione interna. Tenendo conto di tre ulteriori più contenuti spazi voltati a botte che si innestano da ovest e ortogonalmente su quelli principali, è forse da riconoscere nel settore in evidenza il caldarium, probabilmente dotato di vasche e/o piscine per le abluzioni, e l'area dei praefurnia. Altri resti murari sono visibili a settentrione (dove forse si poteva sviluppare la gran parte delle strutture dell'edificio), mentre a oriente un muro, in un tratto con andamento curvilineo, potrebbe essere definito come "esterno" e rappresentare il limite sud di uno spazio forse in parte scoperto.





L'area del cosiddetto Han (caravanserraglio) osmanico


Fotografia aerea (2001) dell'area delle Terme


Le rovine delle terme




Le rovine delle terme

 

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